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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Vademecum sull'ADHD
MessaggioInviato: mar mar 10, 2015 9:52 pm 
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Iscritto il: lun giu 04, 2012 2:19 pm
Messaggi: 667
Ciao a tutti/e.
Nella scuola in cui insegno stanno arrivando le prime diagnosi ADHD.
Gli alunni (e le persone) con ADHD sono sempre esistiti, solo che ora la normativa
prevede per loro un'attenzione speciale.
Il gruppo Bes d'istituto, di cui faccio parte, ha elaborato un vademecum che, in pratica,
offre l'ABC sul tema. Non sarà oro colato (in rete si trova infatti moltissimo materiale
ben fatto), ma almeno aiuta tutti i colleghi ad avere
un'infarinatura su una realtà di certo non semplice, nè da vivere (a casa e a scuola) nè da gestire.
Desidero condividere qui.
Se riesco, dopo posto pure il PDP ADHD.
Se i moderatori ritengono opportuno creare un apposito spazio per l'ADHD, ben venga. :)
Grazie in anticipo. ;)


DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITÀ
(ADHD)





COS'E':
La sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) è una patologia neuropsichiatrica che consiste in un disturbo neuropsichico evolutivo caratterizzato da irrequietezza, impulsività, difficoltà di attenzione e concentrazione, di controllo degli impulsi e del livello di attività. Questi problemi derivano dall’incapacità dell'alunno di regolare il proprio comportamento in funzione del trascorrere del tempo, degli obiettivi da raggiungere e delle richieste dell’ambiente.
Diverse ricerche identificano una certa familiarità nella presenza di ADHD.


SINTOMI PRINCIPALI:
DISATTENZIONE
Gli alunni presentano un’evidente difficoltà a rimanere attenti o a lavorare su uno stesso compito per un periodo di tempo sufficientemente prolungato, non solo durante attività percepite come ripetitive, noiose e non motivanti ma anche quando occorre prestare attenzione ai dettagli. Questi alunni sembrano sempre disattenti, si concentrano a fatica, fanno errori di distrazione, i loro lavori sono incompleti e disordinati, non riescono a gestire il materiale scolastico nè a seguire le istruzioni.

IPERATTIVITA'
Gli alunni presentano un eccessivo livello di attività motoria o vocale, si muovono di continuo, fanno fatica a rimanere seduti al loro posto durante la lezione o mentre svolgono i compiti e spesso parlano a voce molto alta.

IMPULSIVITA'
Gli alunni presentano difficoltà a dilazionare una risposta, ad inibire un comportamento inappropriato, ad attendere una gratificazione. Questi alunni rispondono troppo velocemente e spesso in modo scorretto, interrompono frequentemente gli altri quando stanno parlando, non riescono a stare in fila e attendere il proprio turno. Talvolta compiono azioni pericolose senza considerare le possibili conseguenze.

ALTRI SINTOMI
Molti alunni presentano anche altri disturbi: disturbo della condotta, disturbo oppositivo/provocatorio, disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, deficit nelle abilità sociali, aggressività. In particolare, il disturbo oppositivo/provocatorio può essere corresponsabile di una serie di problemi in ambito scolastico e sociale.



DIFFICOLTA' SCOLASTICHE:
Gli alunni hanno prestazioni scolastiche inferiori ai loro coetanei, pur avendo le stesse abilità intellettive: la difficoltà di attenzione, l’impulsività, la frettolosità e l'irrequietezza limitano l’acquisizione delle competenze scolastiche.
Nel caso in cui non ricevano un trattamento adeguato e appropriato, hanno una maggiore probabilità di bocciatura, di abbandonare precocemente la scuola, di incorrere in fallimenti scolastici e di incontrare difficoltà di adattamento sociale e regolazione emotiva.
Gli alunni sarebbero in grado di imparare, ma incontrano difficoltà a scuola a causa dei loro disturbi.
L’ADHD è spesso associato a problemi comportamentali, emotivi e dell’apprendimento (della lettura, della scrittura, dell’ortografia e di matematica). L’ADHD influenza anche la memoria e le capacità organizzative.
Tutto ciò genera nell'alunno una bassa autostima e una scarsa capacità di adattamento sociale.
I risultati con lo studente possono avere esito altalenante.

COME SI INTERVIENE NELL'ADHD:
Il trattamento per l'ADHD è di tipo multimodale, implica cioè il coinvolgimento di scuola, famiglia e alunno, e prevede, in certi casi, l'impiego di un medicinale psicostimolante.
La tecnica principale per gestire il comportamento è quella del rinforzo positivo, in cui l'alunno riceve una gratificazione ogni volta che mette in atto il comportamento desiderato.
La maggior parte degli alunni con ADHD può apprendere regolarmente in classe, se possibile con il supporto di docenti di sostegno, prevedendo anche attività in piccolo gruppo e l'applicazione di azioni didattiche mirate.
Molto importante è la situazione sociale in cui l'alunno è inserito e la sua situazione familiare, il vissuto dei genitori, la loro possibilità e disponibilità di agire in sintonia con quanto suggerito dagli specialisti e in collaborazione con la scuola. Il percorso migliore per la presa in carico dell'alunno con ADHD si attua perciò quando è presente una sinergia fra famiglia, scuola e specialisti.

COME GESTIRE I COMPORTAMENTI SCORRETTI:
Di fronte a comportamenti scorretti ma non gravi (es. il non riuscire a star fermo, il non aver fatto i compiti per casa) si possono seguire le opzioni fornite dal PDP ADHD.
Nel caso di comportamenti molto negativi e non tollerabili (aggressività verso compagni e/o i loro oggetti) è inevitabile ricorrere ad una punizione, che può essere di due tipi:

1) Privazione di un'attività desiderata:
Se, ad es. l'alunno ha lanciato un astuccio di un compagno perderà qualche minuto di intervallo (ma non tutto, perché l'alunno ha bisogno di scaricare la tensione);

2) Applicazione di un'attività indesiderata:
Se, ad es. l'alunno ha strappato una penna dalle mani di un compagno, riordinerà tutti i quaderni dei compagni o sistemerà il materiale nell'armadio.

Di fronte a comportamenti particolarmente impulsivi e violenti (ad es. ha spinto un compagno) è importante riuscire a parlare con l'alunno lontano dalla situazione dove si è manifestato il comportamento (ad es. in una stanza tranquilla): qui si può spiegare con tono deciso ma calmo perché il comportamento è inaccettabile (es, ''hai spinto il compagno, queste cose non si fanno: devi riflettere"). Anche in questo caso si potrà decidere di ridurre di qualche minuto l'intervallo o assegnare per casa un tema di riflessione sul fatto.


E' importante che le punizioni vengano date con tono fermo e deciso ma non astioso, e con poche, semplici parole che spieghino come mai il comportamento è inadeguato (es, ''dovevi chiedere la penna alla compagna, se ne avevi bisogno, senza bisogno di strappargliela dalle mani'').
Occorre che il rimprovero sia rivolto al comportamento e non all'alunno in sé (es, evitare ''sei stato prepotente'' e preferire ''hai dato un calcio al compagno e gli fai fatto male: questo è sbagliato'').
Note e azioni disciplinari (sospensioni) non sono adatte per questi alunni perché agiscono da rinforzo negativo.


ADHD e SOSTEGNO:
Solo quando il quadro clinico di un alunno ADHD è particolarmente grave (quando cioè il disturbo ADHD è accompagnato da altre patologie) è prevista la certifcazione di disabililtà e quindi l’assegnazione dell’insegnante di sostegno (L. 104/92).
Tuttavia, vi sono moltissimi alunni con ADHD che, in ragione della minor gravità del disturbo, non ottengono la certificazione di disabilità; questi godranno della diagnosi di ADHD e dell'applicazione dei mezzi compensativi e dispensativi indicati dal PDP ADHD (L. 170/10).

Dai siti dell'A.I.D.A.I. (http://www.aidaiassociazione.com) e dell'A.I.F.A. (http://www.aifaonlus.it)
Normativa di riferimento: L.170/10, Linee Guida e D.M. del 27 dicembre 2012.


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